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DOMANDE FREQUENTI
Struttura per la gestione
D. Dovrà il Comune, attraverso
lo sportello unico assicurare, a chiunque vi abbia interesse,
- previa predisposizione di un archivio informatico contenente
i necessari elementi informativi - laccesso gratuito, anche
per via telematica, alle informazioni sugli adempimenti
necessari per le procedure previste dal regolamento, allelenco
delle domande di autorizzazione presentate, al loro stato
procedurale, nonché a tutte le informazioni disponibili
a livello regionale comprese quelle concernenti le attività
promozionali?
R.
Il comune, ai sensi e per gli effetti del regolamento sullo
sportello unico organizzerà un archivio informatico contenente
i necessari elementi informativi a disposizione di chiunque
vi abbia interesse. Laccesso a tale archivio è gratuito
e conterrà tutte le informazioni sugli adempimenti necessari
per le procedure previste dal regolamento, lelenco delle
domande di autorizzazione presentate, il loro stato procedurale,
nonché a tutte le informazioni disponibili a livello regionale
comprese quelle concernenti le attività promozionali. Attività
primaria dello sportello unico è infatti quella di informare
gli utenti sulla documentazione necessaria al fine dellavvio
della procedura riguardante limpianto produttivo e promuovere
la conoscenza delle varie agevolazioni previste da disposizioni
normative e leggi regionali.
D.
Quale è la struttura prevista dal regolamento attuativo
per la gestione dello sportello unico ?
R.
Le funzioni amministrative concernenti la realizzazione,
l'ampliamento, la cessazione, la riattivazione, la localizzazione
e la rilocalizzazione di impianti produttivi, ivi incluso
il rilascio delle concessioni od autorizzazioni edilizie,
sono attribuite ai comuni dall'art. 23 del D.Lgs. 31 marzo
1998, n. 112. Le predette funzioni sono esercitate da un'unica
struttura responsabile dell'intero procedimento presso la
quale e' istituito uno sportello unico al fine di garantire
a tutti gli interessati l'accesso, anche in via telematica,
al proprio archivio telematico contenente: i dati inerenti
le domande di autorizzazione ed il relativo iter procedurale;
gli adempimenti necessari per le procedure autorizzate;
tutte le informazioni disponibili a livello regionale, ivi
comprese quelle concernenti le attivita' promozionali, fornite
in modo coordinato, assicurando cioe' un'informazione esaustiva
per ciascuna procedura e/o tipologia di operazione imprenditoriale
intrapresa. LEnte puo' esercitare le predette funzioni:
singolarmente e direttamente, nel caso in cui disponga delle
risorse umane e materiali per svolgere efficacemente ed
efficientemente, anche in relazione alle esigenze del territorio
amministrato nonche' alla capacita' di programmare l'attivita'
di sviluppo e di cogliere le migliori opportunita' fornite
dall'economia nazionale e globale; in forma associata -
e quindi ricorrendo sia a forme convenzionali,consorziali
o societarie - anche con altri enti locali per sfruttare
appieno, in tal caso, le risorse fornite e le sinergie presenti
nelle aree territoriali sovracomunali individuabili come
un unico distretto produttivo; avvalendosi di altre amministrazioni
ed enti pubblici, nelle forme con gli stessi concordati,
ai quali possono anche essere affidati singoli atti istruttori
del procedimento, ove cio' risulti funzionalmente proficuo
per la piu' corretta e snella gestione delle procedure da
attivare; attribuendo la gestione dello sportello unico
al soggetto responsabile del patto territoriale o del contratto
d'area, per le zone eventualmente interessate dalla stipulazione
di tali strumenti di programmazione negoziata. Per la realizzazione
dello sportello unico l'ente puo' inoltre stipulare apposita
convenzione con la camera di commercio. Lo schema di regolamento
attuativo dell'art. 25 del D.Lgs. n.112/1998, stabilisce
che la struttura sia realizzata dai Comuni entro 90 giorni
dalla data di entrata in vigore dello stesso provvedimento
nella sua veste definitiva (il 27 maggio 1999). Il procedimento
sara' cioe' istruito presso la struttura organizzativa in
cui e' istituito lo sportello unico, in conformita' a quanto
disposto dal regolamento, della quale il Comune individuera'
il soggetto responsabile. Il legislatore non si esprime
in merito al tipo di struttura cui il Comune deve dotarsi.
E compito dellEnte, in virtù di una piena autonomia operativa
ed organizzativa, individuare le modalità in base alle quali
attuare la struttura. Lo sportello sarà, quindi, "modellato"
a seconda delle caratteristiche proprie di ogni Ente, quali
la popolazione residente e la conformazione geografica e
territoriale.
Spese per l'attivazione
D. Il Comune deve assicurare listituzione
di ununica struttura a cui affidare la responsabilità dellintero
procedimento amministrativo. Lindividuazione della struttura
comprende sia una parte organizzativa destinazione di
risorse umane, strumentali e finanziarie sia una parte
informatica e procedurale che definisce le modalità attraverso
le quali la struttura svolge la propria attività. Come è
possibile per i comuni affrontare le spese conseguenti allincremento
di risorse e personale necessario per lattivazione dello
sportello unico ?
R.
larticolo
39, comma 1, della legge n.449 del 1997, la finanziaria
per il 1998 impone il principio agli enti locali della programmazione
del fabbisogno del personale organizzata al fine di assicurare
le esigenze di funzionalità ed ottimizzare le risorse per
il miglior funzionamento dei servizi compatibilmente con
le disponibilità finanziarie e di bilancio. Dallesame della
normativa citata si evince che la riduzione del fabbisogno
e della spesa per il personale non può che derivare da specifici
investimenti sulla organizzazione interna e sullutilizzo
flessibile delle risorse umane puntando in particolare al
riassetto delle strutture interne, alla elaborazione di
obiettivi di breve-medio periodo, al ricorso a professionalità
esterne anche mediante contratti ex art.36 del D.Lgs. 29
del 1993, alla responsabilizzazione della dirigenza, alla
costituzione di gruppi di lavoro, incremento del part-time
ed alla progressiva riduzione dei passaggi amministrativi
che tendono alla semplificazione delle procedure indicate
dal regolamento sullo sportello unico. Nei comuni di minore
dimensione demografica e negli enti i cui territori non
hanno caratteristiche tali da poter essere oggetto di interventi
ai fini dellinsediamento di impianti produttivi può essere
una buona scelta organizzativa quella di gestire con altri
comuni o con la comunità montana lo sportello unico, in
modo da risparmiare risorse economiche, umane e strumentali.
D.
Com'e' possibile, per i Comuni, in presenza dei vincoli
di spesa e della necessita' di riduzione del personale,
affrontare le spese conseguenti al (quasi certo) incremento
di personale necessario per l'attivazione dello Sportello
Unico ?
R.
Le preoccupazioni espresse nel quesito sono reali e comprensibili,
ma la valutazione della l. 449/97 e della programmazione
del fabbisogno di personale deve avere un approccio diverso
da quello che sembra celarsi dietro al ragionamento maturato
in seno all'amministrazione. La costituzione del c.d. sportello
unico per le attivita' produttive comporta un aumento di
complessita' per lente locale, dovuto non solo all'impegno
nella progettazione della struttura, non solo alla difficolta'
di amalgamare centri di decisione diversi ed eterogenei,
ma anche all'onere di ripensare l'organizzazione interna
e di allocare nella nuova struttura risorse umane, finanziarie
e strumentali. Onere che si presenta ancor piu' corposo
se si pensa da un lato alla preparazione professionale degli
addetti allo sportello, dall'altro agli investimenti in
informatica necessari affinche' un progetto simile possa
decollare ed esplicare tutte le sue potenzialita'. L'art.
39, comma 1, della l. 449/97 impone come principio agli
enti locali la programmazione del fabbisogno di personale,
che deve essere disposta con fini ben precisi: 1) "assicurare
le esigenze di funzionalita'"; 2) "ottimizzare le risorse
per il migliore funzionamento dei servizi"; il tutto "compatibilmente
con le disponibilita' finanziarie e di bilancio". Lo scopo
principale, dunque, non e' il contenimento della spesa fine
a se stesso, bensi' il miglioramento organizzativo, da cui
derivano ovviamente riduzioni della spesa. Questo porta
a ritenere che impegno primario degli enti sara' sicuramente
quello di limitare il turn over, incrementare il part time,
ridurre progressivamente l'organico, ma soprattutto agendo
attraverso la riorganizzazione interna al fine di abbattere
le sacche di inefficienza e di spreco. Bisogna evidenziare,
infatti, che la riduzione progressiva del fabbisogno di
personale non e' operazione che possa promuoversi in vitro,
potendo avere implicazioni negative tanto sulla struttura
interna degli enti quanto sulla erogazione dei servizi agli
utenti. Tale riduzione deriva da un processo di riorganizzazione
che deve tendere al riassetto del modello organizzativo
vigente e allo snellimento delle procedure, adoperando tutti
gli strumenti che la legge e i contratti collettivi mettono
a disposizione. Questo spinge a considerare che il raggiungimento
dell'obiettivo di contenimento della spesa per il personale
non sara' soddisfatto solo tramite una riduzione secca degli
organici, ma anche col ricorso al part time (non compensato
da nuove assunzioni) e soprattutto da processi di razionalizzazione
organizzativa secondo criteri di efficienza, efficacia ed
economicita'. Ma c'e' un altro aspetto importante che occorre
valutare. La norma parla di programmazione del fabbisogno
finalizzata alla riduzione, ma tale riduzione la si ottiene
sia che si agisca sul lato delle spese, per esempio diminuendo
il personale, eliminando il turn over, riducendo il ricorso
al tempo determinato, incrementando il part-time; sia su
quello delle "entrate", ossia incrementando la produttivita'.
E' chiaro che dall'incremento degli occupati all'interno
dell'ente deriva un incremento della spesa per il personale,
ma se cosi' e', questo e' un meccanismo che non tiene conto
dei benefici che detto incremento riversa sulla produttivita'
dell'ente. Il discorso e' molto complesso e rischia di trovare
difficile attuazione (e misurazione) in un ente locale per
cui occorre investire sul dato organizzativo. Pertanto:
la riduzione del fabbisogno e della spesa per il personale
non puo' che derivare da specifici investimenti sulla organizzazione
interna e sull'utilizzo flessibile delle risorse umane,
puntando in particolare al riassetto delle strutture interne,
alla elaborazione di obiettivi di breve-medio periodo, al
ricorso a professionalita' esterne anche mediante i contratti
di cui all'art. 36, comma 7, del d.lgs. 29/93, alla responsabilizzazione
della dirigenza, alla costituzione di gruppi di lavoro.
In altri termini, alla progressiva riduzione dei passaggi
burocratici e alla semplificazione massima delle procedure,
obiettivi per i quali, tra l'altro, e' stato ideato lo sportello
unico.
Attivazione in modalità consortile
D. Se un consorzio di Comuni organizza
uno sportello unico, il responsabile del procedimento deve
essere un personaggio della struttura oppure un funzionario
comunale?
R.
Il responsabile del procedimento preposto allo sportello
unico organizzato da un Consorzio di Comuni ha il compito
di attivare gli uffici dei Comuni consorziati e di altri
soggetti pubblici dei quali sia necessario l'apporto perche'
provvedano coordinatamente e nel piu' breve tempo agli adempimenti
di competenza di ognuno. Presso gli enti consorziati per
le procedure di loro competenza (autorizzazioni, concessioni
ecc.), svolgono le relative funzioni i responsabili delle
stesse, designati in conformita' alla legge 7 agosto 1990,
n. 241; con essi si collega il responsabile dello sportello
unico. Pertanto il responsabile dello sportello unico puo'
essere un funzionario dipendente dal Consorzio, preparato
per assolvere in modo adeguato a questo incarico.
Aree per insediamenti produttivi
D. Compito determinante e propedeutico
nella elencazione degli atti che ogni comune deve svolgere
è quello inerente lindividuazione della aree da destinare
allinsediamento di impianti produttivi. Di chi è la competenza
? La Regione a tal fine ha qualche funzione ?
R.
in merito al quesito proposto si ritiene che tale attività
è di esclusiva competenza del comune e deve essere effettuata
nel rispetto dei principi e dei criteri stabiliti nella
legislazione e negli atti di pianificazione regionale e
provinciale. Il termine per lindividuazione delle aree
non è stabilito nel regolamento. Non si ritiene che la Regione
abbia competenze in merito allatto di individuazione, ma
attraverso lo strumento della legislazione regionale possa
indicare i criteri allinterno dei quali il comune effettuerà
detta individuazione.
D.
Cosa accade se un comune non ha individuato le aree disponibili
per accogliere insediamenti produttivi ? Il sindaco in questi
casi potrà sempre rigettare listanza presentata dallimprenditore
o dovrà adottare altre procedure ?
R.
in
riferimento a questo particolare aspetto dellapplicazione
del regolamento sullo sportello unico per le attività produttive,
appare evidente che se un comune non abbia le aree disponibili
per accogliere insediamenti produttivi la funzione dello
sportello unico si riduce in maniera drastica. Il Sindaco
potrà rigettare listanza o avviare una procedura mediante
variante al PRG; il consiglio comunale potrà comunque decidere
di subordinare lattivazione di qualsiasi procedimento alla
approvazione del piano per gli insediamenti produttivi.
Conferenza
dei servizi
D.
Chi partecipa e come si insedia la conferenza dei servizi
convocata per approvare una variante al PRG ?
R
.
Alla conferenza dei servizi convocata dal sindaco parteciperà
ogni rappresentante dellente che ha competenza secondo
quanto stabilito nella legislazione nazionale e regionale
in materia urbanistica. Ogni rappresentante deve avere il
mandato ad esprimere lassenso o il diniego dellamministrazione
rappresentata. Inoltre, ex art. 5 del regolamento n. 447/98,
"alla conferenza può intervenire qualunque soggetto, portatore
di interessi pubblici o privati, individuali o collettivi
nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni
o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dalla realizzazione
del progetto dell'impianto industriale".
Organizzazione
D.
Quali sono le prime attività organizzative da compiere per
realizzare uno sportello unico?
R.
Per
realizzare lo sportello unico è necessario avviare una seria
ricognizione dei procedimenti amministrativi, al fine di
rilevare tutti i procedimenti oggetto di disciplina da parte
del DPR 447/98, analizzare i passaggi endoprocedimentali
e verificare le competenze delle altre amministrazioni pubbliche
interessate dal regolamento di semplificazione.
D. Quali sono le attività da realizzare
con le altre amministrazioni?
R.
Affinché un comune proceda correttamente nella realizzazione
della struttura unica sarebbe necessario che attivasse una
serie di iniziative interne e con le altre pubbliche amministrazioni
interessate, volte a gestire "dentro" lo sportello unico
tutti i procedimenti amministrativi che sono legati allapertura,
allampliamento, alla riallocazione, ecc. degli insediamenti
produttivi. Ogni comune dovrebbe così contattare la USL,
lARPA, la regione, la provincia, i vigili del fuoco, ecc.
in modo da costruire insieme le nuove procedure che si intendono
seguire per rispondere in tempo alle istanze presentate
dagli imprenditori. Giungere alla sigla di accordi che obblighino
le altre amministrazioni a collaborare in termini concreti
con il responsabile dello sportello unico.
D. Cosa accade se lamministrazione
non ha avviato i contatti con le altre pubbliche amministrazioni
? Se non ha coinvolto le altre amministrazioni nella fase
ricognitiva ?
R.
Tutte
le operazioni dovranno comunque essere svolte per rispondere
alle istanze degli imprenditori anche se le singole amministrazioni
non potranno giovarsi delle sinergie necessarie per far
fronte alle domande dei cittadini. Alla scadenza dei termini
stabiliti, tuttavia, qualora la P.A. non abbia assolto ai
suoi obblighi nei termini di legge, scatteranno le risposte
operative che lordinamento giuridico si è dato. Ad esempio,
se nel procedimento semplificato le amministrazioni non
rispondono entro i 90 giorni anche se il comune non ha
dotato il responsabile della struttura di strumenti organizzativi
ottimali, quali protocolli dintesa, rilevazione dei procedimenti,
ecc. il sindaco ha comunque lobbligo di convocare la
conferenza di servizi entro 5 giorni.
D. E obbligatorio latto di nomina
del responsabile del procedimento ?
R.
Secondo
le disposizioni del regolamento n.447/98, il comune deve
individuare allinterno della propria organizzazione una
risorsa a cui affidare la responsabilità del procedimento
amministrativo e della struttura organizzativa. Questo atto
obbligatorio, deve essere adottato anche nel caso di gestione
associata delle funzioni fra più comuni, con la comunità
montana, con la provincia o nelle altre forme consentite
dal decreto legislativo n.112 del 1998 e dalla legge n.142/90.
D. E possibile nominare due responsabili:
uno del procedimento ed uno della struttura ?
R.
Il regolamento ha stabilito che il responsabile deve essere
unico sia del procedimento, sia della struttura e che
ad esso è affidata la responsabilità di stimolare gli uffici
comunali e le altre amministrazioni competenti affinché
siano rilasciati gli atti amministrativi di assenso, comunque
denominati, entro i termini stabiliti dal regolamento n.447/98.
Variazione
di strumenti urbanistici
D.
Quid iuris qualora listanza dellimprenditore comporti
variazione agli strumenti urbanistici comunali ?
R.
Qualora
la domanda presentata allo sportello non sia in linea con
gli strumenti urbanistici del comune, il sindaco può rigettare
listanza. Oppure può attivare un procedimento amministrativo
mediante variante urbanistica che sarà approvata dalla conferenza
dei servizi.
D. In materia di procedimento amministrativo
mediante variante al PRG, è necessario che il consiglio
comunale ratifichi la decisione assunta dalla conferenza
? Latto deliberativo del consiglio comunale è da considerare
esecutivo ed efficace ?
R.
Come previsto dallo stesso regolamento di semplificazione
la decisione assunta dalla conferenza dei servizi deve essere
approvata definitivamente dal consiglio comunale. Se il
consiglio non approva la variante il procedimento si interrompe
e lo sportello unico comunicherà allimprenditore latto
di diniego. Se invece il consiglio approverà la variante
latto dovrà essere trasmesso alla regione o allente da
essa delegato che avrà il compito di verificare che quanto
deliberato dal consiglio comunale coincida con quanto approvato
in conferenza di servizi. Gli enti che hanno partecipato
alla conferenza dei servizi non possono entrare nuovamente
nel merito e nei contenuti della modifica urbanistica già
oggetto di valutazione positiva in conferenza stessa. Nella
sostanza latto deliberativo del consiglio comunale non
è efficace. Lo diventerà dopo che la variante avrà terminato
liter previsto dalla legislazione regionale. Come previsto
dallo stesso regolamento di semplificazione la decisione
assunta dalla conferenza dei servizi deve essere approvata
definitivamente dal consiglio comunale. Se il consiglio
non approva la variante il procedimento si interrompe e
lo sportello unico comunicherà allimprenditore latto di
diniego. Se invece il consiglio approverà la variante latto
dovrà essere trasmesso alla regione o allente da essa delegato
che avrà il compito di verificare che quanto deliberato
dal consiglio comunale coincida con quanto approvato in
conferenza di servizi. Gli enti che hanno partecipato alla
conferenza dei servizi non possono entrare nuovamente nel
merito e nei contenuti della modifica urbanistica già oggetto
di valutazione positiva in conferenza stessa. Nella sostanza
latto deliberativo del consiglio comunale non è efficace.
Lo diventerà dopo che la variante avrà terminato liter
previsto dalla legislazione regionale. Come previsto dallo
stesso regolamento di semplificazione la decisione assunta
dalla conferenza dei servizi deve essere approvata definitivamente
dal consiglio comunale. Se il consiglio non approva la variante
il procedimento si interrompe e lo sportello unico comunicherà
allimprenditore latto di diniego. Se invece il consiglio
approverà la variante latto dovrà essere trasmesso alla
regione o allente da essa delegato che avrà il compito
di verificare che quanto deliberato dal consiglio comunale
coincida con quanto approvato in conferenza di servizi.
Gli enti che hanno partecipato alla conferenza dei servizi
non possono entrare nuovamente nel merito e nei contenuti
della modifica urbanistica già oggetto di valutazione positiva
in conferenza stessa. Nella sostanza latto deliberativo
del consiglio comunale non è efficace. Lo diventerà dopo
che la variante avrà terminato liter previsto dalla legislazione
regionale. Come previsto dallo stesso regolamento di semplificazione
la decisione assunta dalla conferenza dei servizi deve essere
approvata definitivamente dal consiglio comunale. Se il
consiglio non approva la variante il procedimento si interrompe
e lo sportello unico comunicherà allimprenditore latto
di diniego. Se invece il consiglio approverà la variante
latto dovrà essere trasmesso alla regione o allente da
essa delegato che avrà il compito di verificare che quanto
deliberato dal consiglio comunale coincida con quanto approvato
in conferenza di servizi. Gli enti che hanno partecipato
alla conferenza dei servizi non possono entrare nuovamente
nel merito e nei contenuti della modifica urbanistica già
oggetto di valutazione positiva in conferenza stessa. Nella
sostanza latto deliberativo del consiglio comunale non
è efficace. Lo diventerà dopo che la variante avrà terminato
liter previsto dalla legislazione regionale.
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